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Il Pilotino - il guidanave nei porti | vincenzo ameglio

Il Pilotino - il guidanave nei porti

piloti porto empedocle

Questa settimana parliamo del servizio di pilotaggio all’interno dei Porti, essenziale per il corretto funzionamento dei servizi di trasporto via mare. Il pilota rappresenta infatti una figura fondamentale per l’esistenza medesima della navigazione: sebbene non non tutti la pensino così, analizzando il loro lavoro ci si rende conto di quanto le loro prestazioni siano complicate, piene di responsabilità e utili per il corretto svolgimento della manovra.

Per quanto riguarda l’Italia tutti i piloti sono i così detti Harbour Pilot ovvero i piloti di porto. Il loro lavoro consiste nell’accompagnare la nave dal punto di imbarco pilota, spesso posto a poche miglia dall’ingresso del porto, sino al molo destinato alla nave. Ad una certa distanza dall’imboccatura del porto (ad esempio, per il porto di Genova, sono 7 miglia),  la nave chiama il pilota per avvisare del proprio arrivo, la seconda chiamata della nave avviene quando si trova vicino al punto di imbarco, così il pilota imbarca sulla pilotina e dirige verso la nave. Una volta imbarcato il pilota (procedura che, in condizioni meteo avverse, risulta spesso e volentieri difficile e pericolosa), sale sul ponte di comando, ed inizia a consigliare il Comandante riguardo la rotta e la velocità da tenere e gli chiede anche se ha intenzione di far uso di rimorchiatori. Il compito del pilota una volta entrati in porto è di guidare la nave fino alla banchina e farla evoluire nel modo corretto, essendo il pilota a conoscenza delle condizioni del fondale e delle condizioni meteomarine caratteristiche della zona.

ll pilota non assume mai il comando della nave, pertanto ogni potere decisionale rimane al Comandante  sul quale ovviamente gravano anche tutte le responsabilità se decide di manovrare in modo diverso da quanto consigliato dal pilota.

Per l’uscita la procedura è uguale e contraria, a 1 ora dalla partenza la nave chiama il pilota il quale si prepara a salire a bordo, quindi fa salpare la nave coordinando i servizi portuali quali ormeggiatori e rimorchiatori, il pilota sbarca quando la nave si trova franca da ostacoli e fuori dal porto.

Per quanto riguarda i porti esteri troviamo invece altri tipi di piloti oltre agli Harbour Pilot, Queste categorie di piloti sono necessari per la conformazione geografica, in Italia non avrebbe alcun senso averli.

River Pilot: piloti presenti nei porti-canale, imbarcano appena sbarca il pilota di porto nella maggior parte dei casi l’imbarco avviene mentre la nave si trova nella chiusa per entrare nel fiume.

Sea Pilot: finito il lavoro dei River Pilot imbarcano i Sea Pilot cioè i piloti che guidano la nave fino a dove questa può navigare libera da ostacoli, come per esempio bassi fondali o traffico navale intenso. A differenza degli altri piloti che hanno base a terra questi rimangono in mare a bordo di una nave speciale in grado di ospitare due pilotine.

Infine il pilota svolge anche una funzione molto simile a quella del controllore di volo, ovvero gestisce tutto il traffico in arrivo e partenza dal porto, cosa che può sembrare relativamente semplice pensando al traffico che troviamo normalmente nei porti italiani ma basta pensare ad un porto come Rotterdam o Anversa che tutto cambia.

Fonte: www.pazzoperilmare.it/

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