Una gola buia, levigata dall’acqua e nascosta tra le montagne piemontesi può diventare una delle soste più sorprendenti di un viaggio nel Nord Italia. L’orrido di Uriezzo, nella Valle Antigorio, offre un’esperienza concreta e accessibile, ma richiede qualche attenzione nella scelta dell’ingresso, delle calzature e del periodo. Qui raccolgo cosa vedere, come arrivare, quanto dura la visita e come inserirla in un itinerario legato ai laghi o a una crociera.
La visita si organizza meglio conoscendo accessi e condizioni del sentiero
- Posizione: gli Orridi si trovano in Valle Antigorio, tra Premia, Baceno e Crodo.
- Origine: sono gole scavate da antichi torrenti subglaciali legati al ghiacciaio del Toce.
- Percorso più semplice: l’accesso dalla frazione Uriezzo e dall’oratorio di Santa Lucia permette di vedere i tratti principali in circa 35 minuti.
- Elemento più spettacolare: l’Orrido Sud è lungo circa 200 metri e raggiunge una profondità compresa tra 20 e 30 metri.
- Attrezzatura: servono scarpe chiuse con buona aderenza, perché roccia e sentieri possono essere umidi e scivolosi.
- Itinerario ideale: la visita si abbina bene a Baceno, alle Marmitte dei Giganti, alle terme di Premia e alla Valle Formazza.

Che cosa sono davvero gli Orridi di Uriezzo
Gli Orridi di Uriezzo sono un sistema di gole profonde formate dall’erosione dell’acqua di fusione che scorreva sotto l’antico ghiacciaio del Toce. Quando il corso d’acqua si è ritirato, ha lasciato cavità strette, pareti levigate e passaggi modellati nella roccia.
La caratteristica più interessante è che oggi tre gole possono essere percorse a piedi, perché non sono attraversate da un torrente attivo. Muschi, felci, ombra costante e superfici arrotondate creano un ambiente quasi sotterraneo, anche se i percorsi restano all’aperto.
Il tratto più scenografico
L’Orrido Sud, noto localmente anche come Tomba d’Uriezzo, è il segmento più spettacolare. È lungo circa 200 metri e in alcuni punti le pareti salgono per 20-30 metri, lasciando soltanto una fessura di cielo sopra il visitatore.
L’Orrido Nord-Est è più breve, circa 100 metri, ma presenta passaggi particolarmente stretti. Gli altri settori, tra cui l’Orrido Ovest e quello di Vallaccia, sono meno immediati da raggiungere e non li considererei indispensabili per una prima visita.
Quale accesso scegliere in base al tempo disponibile
Non esiste un solo modo per arrivare. La scelta dipende dal fatto che si voglia fare una passeggiata breve, un’escursione più completa oppure collegare le gole alle Marmitte dei Giganti sul fiume Toce.
| Accesso | Per chi è adatto | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Uriezzo e oratorio di Santa Lucia | Famiglie e visitatori con poco tempo | Ingresso diretto ai tratti principali, circa 35 minuti per andata e ritorno indicativi |
| Baceno e chiesa di San Gaudenzio | Chi preferisce camminare | Mulattiera panoramica verso Verampio e l’Orrido Sud |
| Verampio o Maiesso | Chi vuole completare l’uscita con il Toce | Permette di osservare anche le Marmitte dei Giganti |
Per una visita rapida sceglierei l’accesso da Santa Lucia. Il sentiero prosegue su strada sterrata e poi verso gli ingressi delle gole. Se si aggiunge la discesa fino a Maiesso, il tempo indicativo sale a circa un’ora e dieci minuti, senza contare le soste fotografiche.
La partenza da Baceno è più interessante dal punto di vista paesaggistico, ma anche più impegnativa. La mulattiera parte dalla chiesa monumentale di San Gaudenzio e alterna tratti lastricati, roccia e sentiero. Io la sceglierei soltanto con almeno mezza giornata a disposizione e con scarpe adatte.
Come preparare la visita senza sottovalutare il percorso
La visita non richiede normalmente attrezzatura da alpinismo, ma non è una passeggiata urbana. All’interno delle gole la luce diminuisce, il fondo può essere umido e alcune superfici diventano scivolose dopo la pioggia.
- Indossa scarpe da trekking o scarpe sportive con suola scolpita.
- Porta una felpa leggera, perché nelle gole la temperatura percepita è più bassa anche in estate.
- Evita passeggini, infradito e scarpe con suola liscia.
- Controlla il meteo prima di partire e rimanda l’escursione in caso di piogge intense.
- Non arrampicarti sulle pareti e non uscire dai tratti segnalati.
- Porta acqua e una batteria di riserva per il telefono, soprattutto se scegli l’itinerario da Baceno.
Secondo le informazioni delle Aree Protette dell’Ossola, il percorso principale è attrezzato con scale metalliche e pannelli informativi. Questo lo rende più leggibile, ma non elimina il rischio di scivolare. La mia regola è semplice: se il terreno è bagnato, si riduce il ritmo e si rinuncia alle deviazioni non necessarie.
Non farei affidamento su orari o tariffe standard validi tutto l’anno. Prima della partenza conviene verificare eventuali chiusure temporanee, condizioni del sentiero e regole di parcheggio presso i canali turistici locali o il Comune. In una zona montana, pioggia, ghiaccio e lavori possono cambiare rapidamente l’accessibilità.
Che cosa vedere nei dintorni dopo le gole
Gli Orridi meritano almeno un paio d’ore, ma il viaggio acquista molto più senso se viene inserito in un percorso nella Val d’Ossola. La visita isolata è piacevole; una giornata costruita intorno a più tappe è decisamente più completa.
Baceno e la chiesa di San Gaudenzio
La chiesa monumentale di San Gaudenzio è uno dei punti più riconoscibili della valle e rappresenta un ottimo punto di partenza per chi arriva da Baceno. L’abbinamento funziona perché unisce patrimonio storico e geologia senza richiedere lunghi trasferimenti.
Le Marmitte dei Giganti
Vicino a Maiesso, il Toce ha scavato nella roccia grandi cavità circolari chiamate Marmitte dei Giganti. Sono diverse dalle gole asciutte, perché mostrano ancora l’azione dell’acqua corrente. Per me sono il complemento più logico alla visita, soprattutto per chi vuole capire la continuità tra erosione glaciale e fluviale.
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Premia e la Valle Formazza
Premia offre un possibile prolungamento rilassante grazie al polo termale, mentre la Valle Formazza conduce verso paesaggi alpini più aperti e alla cascata del Toce. Non cercherei di inserire tutto nello stesso pomeriggio: Orridi e Marmitte formano già un programma equilibrato, mentre terme o alta valle richiedono più tempo.
Come inserirli in un itinerario di crociera o di viaggio sui laghi
Questa non è una destinazione da escursione costiera classica. Gli Orridi si trovano nell’entroterra montano e non sono una tappa realistica durante una breve sosta in un porto ligure. La soluzione migliore è usarli come estensione pre o post crociera dopo un soggiorno sul Lago Maggiore o durante un tour dell’Italia settentrionale.
Chi viaggia sul Lago Maggiore può dedicare una giornata alla Val d’Ossola, preferibilmente con un’auto a noleggio o con un trasferimento organizzato. I tempi dipendono dal punto di partenza, dal traffico e dalla stagione, quindi eviterei collegamenti troppo stretti con l’imbarco.
Per una giornata ben calibrata, organizzerei così il percorso
- Arrivo a Baceno o Uriezzo in mattinata.
- Visita dell’Orrido Sud e del tratto Nord-Est.
- Pausa a Baceno oppure pranzo in valle.
- Sosta a Maiesso per osservare le Marmitte dei Giganti.
- Rientro con un margine di almeno due ore rispetto a eventuali trasferimenti o orari di imbarco.
La considero una meta adatta a chi cerca una pausa naturalistica lontana dai percorsi più affollati, non a chi vuole concentrare molte attrazioni in poche ore. Il punto forte è proprio il ritmo lento: si cammina poco, si osserva molto e si entra in un paesaggio geologico che una normale visita panoramica non riuscirebbe a raccontare.
La scelta giusta per vivere la valle senza correre
Per una prima esperienza consiglierei l’accesso da Santa Lucia, la visita dell’Orrido Sud e un’estensione alle Marmitte dei Giganti. È il compromesso migliore tra spettacolarità, durata e difficoltà.
Chi desidera un’escursione più autentica può partire da Baceno e trasformare la visita in una camminata nella storia della valle. In ogni caso, la differenza la fanno meteo, calzature e tempo disponibile: programmare con prudenza permette di godersi le gole senza trasformare una bella tappa in una corsa contro il terreno bagnato o contro l’orologio.