Tra le montagne che possono trasformare una semplice escursione in un’esperienza memorabile, le 5 torri di Cortina occupano un posto speciale. Questo gruppo roccioso delle Dolomiti unisce panorami spettacolari, sentieri accessibili, arrampicata e un museo all’aperto dedicato alla Grande Guerra. Per chi arriva da una crociera, però, la vera questione è organizzativa: capire se la visita può entrare realisticamente in una giornata a terra e quale percorso scegliere.
Una meta dolomitica tra panorama, memoria e camminate ben organizzate
- Posizione vicino a Cortina d’Ampezzo, tra il Passo Falzarego e il gruppo del Nuvolau.
- Percorso più pratico il giro ad anello misura circa 4,7 km e richiede intorno alle 2 ore.
- Accesso estivo la seggiovia parte da Bai de Dones e, nel 2026, è prevista dal 6 giugno all’11 ottobre.
- Attrazione principale le trincee e i camminamenti della Prima Guerra Mondiale sono visitabili lungo il percorso.
- Per i crocieristi è una destinazione da considerare come escursione terrestre completa, non come visita rapida vicino al porto.

Che cosa sono le Cinque Torri e perché meritano una deviazione
Le Cinque Torri sono una spettacolare formazione dolomitica appartenente al gruppo del Nuvolau, nella zona di Cortina d’Ampezzo. Le pareti verticali e le forme frastagliate delle torri raggiungono circa 2.255 metri di quota e sono diventate uno dei paesaggi più riconoscibili delle Dolomiti ampezzane.
Il nome può creare una piccola confusione. Non si tratta delle Cinque Terre liguri e nemmeno di un centro abitato, ma di un complesso roccioso circondato da sentieri, rifugi e vie d’arrampicata. La Torre Grande è il riferimento più evidente del gruppo, mentre le altre guglie formano un insieme compatto che si osserva bene dai percorsi circostanti.
A mio giudizio, il fascino della zona nasce proprio dalla varietà dell’esperienza. In pochi chilometri si passa dal panorama sulle Tofane e sull’Averau alle testimonianze della guerra, con gli arrampicatori sulle pareti e i rifugi dove fermarsi per una pausa. Non è una meta da visitare soltanto per scattare una fotografia, anche se le fotografie, con il cielo limpido, vengono quasi da sole.
Come arrivare e quale accesso scegliere
L’accesso più semplice parte da Bai de Dones, lungo la strada che collega Cortina al Passo Falzarego. Da qui si può lasciare l’auto nel parcheggio e utilizzare la seggiovia 5 Torri, che porta rapidamente verso il Rifugio Scoiattoli e l’area panoramica.
Per l’estate 2026 la seggiovia è indicata in funzione dal 6 giugno all’11 ottobre, con prima corsa alle 9 e ultima discesa alle 17. Le date possono cambiare in base alla neve e al meteo, quindi controllerei sempre l’apertura effettiva prima di partire. I bambini sotto gli 8 anni viaggiano gratuitamente se accompagnati dai genitori, mentre per i pagamenti con carta è previsto uno sconto del 5% nella stagione indicata.
| Modalità | Per chi è adatta | Vantaggio principale | Limite da considerare |
|---|---|---|---|
| Seggiovia da Bai de Dones | Famiglie, visitatori con poco tempo, escursionisti occasionali | Riduce la salita e porta direttamente nella zona dei sentieri | Dipende da orari, vento e condizioni meteorologiche |
| Salita a piedi | Escursionisti allenati | Permette di vivere con più calma boschi e dislivelli | Richiede più tempo e una preparazione adeguata |
| Accesso al Rifugio Cinque Torri in auto | Chi vuole raggiungere il rifugio con camminata ridotta | È pratico per pranzi e visite brevi | La strada è montana e può avere limitazioni stagionali |
La seggiovia è comoda, ma non la considererei una garanzia assoluta. In alta quota il tempo cambia velocemente e una corsa sospesa può modificare il programma. Per questo porto sempre un piano alternativo, con abbigliamento impermeabile e una camminata più breve vicino al parcheggio.
Il giro panoramico tra trincee e rifugi
Il percorso più equilibrato parte dal Rifugio Scoiattoli e arriva a Bai de Dones passando ai piedi delle torri. Misura circa 4,7 km, presenta un dislivello positivo contenuto di 67 metri e un dislivello negativo di circa 446 metri. Il tempo indicativo è di 2 ore, senza contare soste, fotografie e visite ai rifugi.
Il tratto più interessante è quello del museo all’aperto della Grande Guerra. Trincee, postazioni e camminamenti restaurati raccontano la vita dei soldati sul fronte dolomitico, in un ambiente che rende immediatamente comprensibili le difficoltà del conflitto. Non è una visita museale tradizionale: il terreno, la quota e la posizione delle postazioni fanno parte della storia.
Il sentiero è classificato come turistico, ma questo non significa che sia adatto a qualsiasi condizione. Servono scarpe con suola scolpita, acqua, protezione solare e una giacca per il vento. Con bambini piccoli o persone poco allenate conviene utilizzare la seggiovia in salita e valutare il ritorno in base alla stanchezza, senza trasformare una passeggiata panoramica in una prova di resistenza.
Chi desidera un itinerario più breve può concentrarsi sull’area delle torri e sulle trincee vicine al Rifugio Scoiattoli. Chi invece ha più tempo può proseguire verso il Rifugio Cinque Torri, dove la pausa gastronomica diventa parte dell’esperienza. Io preferisco partire presto, perché nelle ore centrali i sentieri e gli impianti possono diventare molto più affollati.
Perché può funzionare come escursione da crociera
Le Cinque Torri non sono una destinazione portuale e non si trovano vicino a un terminal per navi da crociera. Da Venezia o Trieste la visita richiede un trasferimento stradale di diverse ore, perciò la considererei soltanto durante una sosta lunga e con un programma costruito su misura.
Per un crocierista la scelta più sicura è una escursione privata con autista oppure un tour organizzato che conosca bene gli orari della nave. Il margine di rientro deve essere ampio, perché traffico, lavori stradali, maltempo e rallentamenti sui passi possono incidere molto sui tempi. Un’escursione indipendente con auto a noleggio è possibile, ma lascia al viaggiatore tutta la responsabilità del rientro.
| Situazione in porto | Scelta consigliata |
|---|---|
| Sosta breve | Meglio scegliere una destinazione più vicina al porto |
| Sosta lunga con trasferimento privato | Possibile visita panoramica con percorso ridotto |
| Giornata intera disponibile | Giro delle torri, trincee, rifugio e pausa a Cortina |
| Escursione in inverno | Verificare neve, impianti aperti e attrezzatura necessaria |
La destinazione dà il meglio quando non viene compressa in un’agenda troppo ambiziosa. Se il tempo è limitato, sceglierei le torri e il percorso storico, rinunciando ad accumulare altre tappe dolomitiche nella stessa giornata.
Estate, inverno e attività da non sottovalutare
In estate l’area è ideale per trekking, fotografia e arrampicata. Le pareti sono una delle palestre di roccia più note di Cortina, con itinerari di difficoltà diverse. Chi non arrampica può comunque osservare le cordate da lontano, evitando di sostare sotto le vie per il rischio di caduta di pietre.
In inverno il paesaggio cambia completamente. La zona entra nel comprensorio sciistico delle 5 Torri e può essere raggiunta per sciare o con ciaspole, quando le condizioni lo consentono. Un sentiero estivo non va però affrontato automaticamente in inverno: neve, ghiaccio e visibilità ridotta possono trasformare un itinerario turistico in un percorso impegnativo.
I rifugi hanno aperture stagionali e non tutti offrono gli stessi servizi durante l’anno. Prima della partenza verificherei orari della seggiovia, apertura dei rifugi e previsioni locali, senza basarmi soltanto sulle informazioni generiche della località. È una precauzione semplice, ma evita di arrivare in quota contando su un pranzo o su un impianto non disponibili.
La scelta giusta per una giornata tra porto e Dolomiti
Le Cinque Torri sono una buona scelta per chi desidera aggiungere alla crociera un’esperienza alpina autentica, a patto di accettare il lungo trasferimento e di pianificare con prudenza. Il percorso più completo combina seggiovia, giro panoramico, trincee e una sosta in rifugio, mentre la soluzione più breve si concentra sulle torri e sul museo all’aperto.
La mia raccomandazione è di non inseguire il maggior numero possibile di luoghi. In montagna fanno davvero la differenza il meteo, il tempo disponibile e il margine di sicurezza per il rientro. Con queste condizioni rispettate, una formazione rocciosa apparentemente piccola può diventare una delle tappe più intense di un viaggio in Italia.